Occlusione Venosa Retinica

Cos’è l’occlusione venosa retinica?

L'occlusione venosa retinica è una riduzione del calibro delle vene dell'occhio che induce visione sfocata, mancanza di nitidezza o alterazioni della vista. La retina è uno strato cellulare sottile situato nella parte posteriore dell’occhio che permette la visione distinta e a fuoco. L’ostruzione in una delle vene che permettono il deflusso del sangue dalla retina (evento chiamato occlusione venosa retinica) causa un accumulo di liquido con un rigonfiamento di una zona della retina. Tale accumulo può provocare danni alla macula, la parte della retina responsabile della visione centrale, quella utilizzata ad esempio per la lettura.


Quali sono i sintomi dell’occlusione venosa retinica?

L’occlusione venosa retinica può causare un’improvvisa diminuzione della vista, si può andare incontro a visione offuscata, con linee rette che si cominciano a vedere ondulate, o può apparire una macchia nera al centro del campo visivo.
 

Come viene trattata l’occlusione venosa retinica?

La terapia farmacologica di ultima generazione prevede l’utilizzo di farmaci somministrati per via intravitreale, quali i corticosteroidi che hanno un potente effetto anti-infiammatorio perché vanno ad agire sopprimendo l’infiammazione e riducendo l’edema causato dall’occlusione venosa, e gli agenti anti neo-vascolarizzazione, che agiscono riducendo la fuoriuscita di liquidi dai vasi sanguigni ed il rigonfiamento.

Il trattamento laser, che ha rappresentato la terapia standard fino ad alcuni anni fa, ovvero prima dell’avvento delle nuove terapie farmacologiche intravitreali, viene utilizzato soprattutto per la gestione delle complicanze associate all’occlusione venosa retinica o in associazione ai trattamenti farmacologici.

Il trattamento chirurgico, quale la vitrectomia, può essere utilizzato in determinate situazioni cliniche soprattutto nei casi di mancata o parziale risposta alla terapia farmacologica e/o alla terapia laser.